additivi-alimentari

Additivi alimentari: tutta la verità (+3 semplici regole per non farti fregare)

Oggi riprendiamo e approfondiamo un argomento di cui abbiamo già parlato in questo articolo: gli additivi alimentari.

Un mondo colorato, tanto meraviglioso quanto complicato.

E per chi ha scelto di diventare vegano e imparare a preparare ottimi dolci vegani, le cose sono ancora più difficili.

In generale si tende a pensare che tutto ciò che è naturale, che proviene dalla terra, sia buono e faccia bene, mentre tutto ciò che è di sintesi faccia malissimo.

In realtà, le cose sono un po’ più complesse.

Oppure, molto spesso si sentono frasi come questa:

“Se in un prodotto ci sono più di dieci ingredienti, meglio lasciarlo stare, è sicuramente imbottito di roba chimica!”

Ovviamente, è molto meglio privilegiare prodotti non manipolati in maniera eccessiva. Infatti i prodotti industriali devono arrivare sulle nostre tavole in splendida forma, e per garantire il massimo risultato c’è bisogno di alcune sostanze che ne aumentano la conservabilità e garantiscano l’appetibilità.

È proprio qui che entrano in gioco gli additivi alimentari.

Non è sempre solo la lunghezza della lista degli ingredienti a determinare se un prodotto è buono o no.

Un buon prodotto è quello con una buona etichetta.

Una buona etichetta è quella che ti dà tutte le informazioni necessarie per capire se quello è proprio il prodotto che stai cercando.

Ti deve dire se ci sono le sostanze che normalmente dovrebbero esserci, sostanze che servono ad aumentarne la conservabilità, se ci sono coloranti, oppure sostanze del tutto estranee alla natura del prodotto.

Non dimentichiamoci che queste sostanze possono avere effetti collaterali anche molto pericolosi, per questo è importante imparare a conoscerle!

È fondamentale che tu abbia tutti gli strumenti per poter scegliere che cosa mangiare e che cosa evitare, con la massima consapevolezza e libertà.

Ed è proprio questo il nostro obiettivo.

Facciamo chiarezza: Che cosa sono gli additivi alimentari

In base al D.M. n. 525 del 6.11.1992 si definisce additivo alimentare: “qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente dal fatto di avere un valore nutritivo, che aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere che diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente”.

In base a questo decreto gli additivi non sono da confondere con i coadiuvanti tecnologici (che possono restare fuori dall’obbligo di indicazione in etichetta), i fitofarmaci, gli aromi e le sostanze aromatizzanti, o con altre sostanze nutritive aggiunte agli alimenti come i minerali, gli oligoelementi e le vitamine.

Quello che è molto importante sapere è la Dose Giornaliera Ammissibile (DGA), che indica la quantità massima di additivo che può essere ingerito per un lungo periodo di tempo, senza comportare rischi per la salute.

Per esempio, se un additivo ha una DGA di 5 mg/kg, significa che un uomo di 70 Kg ne potrà assumere al massimo 5×70 = 350 mg di additivo al giorno.

Più basso è il valore della DGA, più  alto è il rischio tossicologico della sostanza in questione.

Gli additivi sono classificati in base alla loro funzione, ecco quindi una lista per aiutarti a far chiarezza una volta per tutte:

  • Coloranti: vengono utilizzati per migliorare l’aspetto di alimenti e bevande.
  • Conservanti: consentono all’alimento di rallentare o bloccare le alterazioni provocate dai microrganismi.
  • Antiossidanti: impediscono i processi di irrancidimento dei grassi e l’imbrunimento di frutta e verdura.
  • Emulsionanti: favoriscono la permanenza di una miscela tra una sostanza grassa ed una acquosa.
  • Addensanti: aumentano la densità e la consistenza di un alimento.
  • Gelificanti: formano gelatine in grado di trattenere grandi quantità di liquido.
  • Stabilizzanti: fanno in modo che l’alimento mantenga nel tempo le caratteristiche fisiche volute.
  • Esaltatori di sapidità: forniscono all’alimento un particolare sapore.
  • Acidificanti: aumentano l’acidità di un prodotto per una migliore conservazione o per fornire un gusto appropriato.
  • Correttori di acidità: modificano l’acidità per consentire una corretta conservazione del prodotto.
  • Antiagglomeranti: impediscono la formazione di grumi nel prodotto.
  • Sali di fusione: consentono la preparazione dei formaggi fusi.

Come leggere le etichette alimentari

Quando vai a fare la spesa, è molto importante che tu non ti faccia scoraggiare da un’etichetta, perché non si tratta solo di un semplice biglietto da visita del prodotto, ma c’è molto di più: l’etichetta è il tuo più prezioso alleato.

La legge definisce l’etichetta così: “l’insieme delle menzioni, delle indicazioni e dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono ad un prodotto alimentare e che figura direttamente sull’imballaggio o sulla confezione o su una etichetta appostavi o sui documenti di trasporto“.

In poche parole, lo scopo di un’etichetta è quello di informare il consumatore finale sulle REALI caratteristiche del prodotto, al fine di orientarne la scelta nella maniera corretta.

Per questo è fondamentale che ci sia la massima chiarezza e il divieto assoluto verso qualunque tipo di inganno sulla qualità e il valore nutrizionale.

In particolare il produttore è tenuto a citare i seguenti elementi:

  • Marca
  • Denominazione
  • Peso sgocciolato
  • Quantità netta

E non finisce qui, sempre secondo la legge (art. 3 D.lgs 109/92) l’etichetta di un prodotto preconfezionato deve obbligatoriamente citare:

  • Denominazione di vendita
  • Elenco degli ingredienti
  • Termine minimo di conservazione o data di scadenza
  • Nome, ragione sociale o marchio depositato, e la sede del fabbricante o del confezionatore o di un venditore residente nella UE
  • Sede dello stabilimento
  • Quantità netta o quantità nominale di produzione o confezionamento
  • Titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande aventi un contenuto alcolico >1,2%
  • Lotto di appartenenza
  • Modalità di conservazione ed eventualmente utilizzo
  • Quantità degli ingredienti o categorie di ingredienti, oppure se ne è presente uno caratterizzante.

Per finire, in aggiunta alla lista che ti ho già fornito, voglio condividere con te anche un’altra cosa importante.

Presta ancora un attimo di attenzione, perché si tratta di trucchetti fondamentali per NON FARTI FREGARE.

Le 3 semplici regole per capire come è composta un’etichetta, come leggerla e che cosa vuole comunicare.

REGOLA #1 – Gli ingredienti sono disposti in ordine decrescente di quantità

Questo significa che il primo ingrediente della lista è presente in quantità maggiore rispetto al secondo, che è presente in quantità maggiore rispetto al terzo e così via fino all’ultimo. Questo aspetto è molto importante, perché se sei indecisa tra due prodotti che all’apparenza ti sembrano molto simili, ti dà un’informazione su quale sia qualitativamente migliore.

 

REGOLA #2 – Non fidarti della confezione

Fai attenzione, l’immagine sulla confezione è stata studiata appositamente per catturare la tua attenzione.

Non sempre, anzi, quasi mai, rispecchia l’aspetto reale del prodotto. In ogni caso ricordati di accertarti che la confezione sia integra, ovvero che non sia danneggiata o presenti strani rigonfiamenti.

Non fidarti neanche delle scritte promozionali come “senza zucchero”.

Questo è un caso specifico in cui l’etichetta si rivela essere il tuo miglior alleato: infatti se tra gli ingredienti trovi diciture come “sciroppo di glucosio” o “sciroppo di fruttosio”, vuol dire che il prodotto contiene dello zucchero!

REGOLA #3 – L’etichetta deve elencare i singoli ingredienti, non soltanto le classi di ingredienti.

Nel concreto vuol dire che non basta scrivere “grassi vegetali”, ma vanno specificati il tipo e la provenienza, quindi se sono di cocco, girasole, palma o altri.

In generale ricorda questa formuletta:

ricchezza di informazioni = maggiore qualità del prodotto.

Per quanto riguarda la lista degli additivi presenti nel prodotto, in generale sono contrassegnati da una sigla alfa-numerica, ovvero iniziano tutti con la lettera E e terminano con una combinazione di tre cifre.

Per fortuna in alcuni casi sono scritti per esteso, facilitando molto la vita di chi va a fare la spesa.

Conoscere a fondo gli ingredienti è la base per cucinare ottimi dolci vegani. Questo è il segreto per diventare del tutto indipendente dalle ricette online e riuscire a preparare i TUOI dolci.

 

E questo è il segreto della nostra scuola di pasticceria: ti spieghiamo in maniera approfondita l’utilizzo degli ingredienti e la loro funzione all’interno delle singole preparazioni.

Ti piacerebbe avere un’anteprima di quello che imparerai ai nostri corsi di pasticceria vegana?

Allora non perderti quest’altro regalo:

L’accesso gratuito alla prima lezione della scuola e al gruppo chiuso su facebook dedicato agli allievi

Sì, VOGLIO SUBITO LA PRIMA LEZIONE E L’ACCESSO AL GRUPPO ALLIEVI

 

Lascia un commento